Il mercato dell’oro ha iniziando il 2026 mantenendo l’intenso slancio rialzista che ha caratterizzato il 2025, un anno da record per il metallo giallo. Dopo le performance storiche dei mesi scorsi, gli analisti guardano avanti, con previsioni che indicano livelli potenzialmente ancora più ambiziosi nei prossimi trimestri e oltre.
All’apertura del nuovo anno, il prezzo dell’oro ha continuato ad avanzare: il metallo spot ha toccato circa 4.485 dollari l’oncia, avvicinandosi ai massimi storici registrati a dicembre 2025. La spinta è in parte attribuita all’aumento della domanda di asset rifugio in seguito a eventi geopolitici recenti, tra cui la crescente instabilità in Venezuela, e le aspettative su potenziali tagli dei tassi da parte della Federal Reserve degli Stati Uniti.
Il 2025 è stato un anno da manuale, con una crescita dell’oro di oltre il 64% sui mercati globali, la migliore performance annuale dal 1979. Questo rally ha spinto gli investitori a rivalutare l’oro non solo come rifugio sicuro, ma anche come componente strategica di portafoglio.
Previsioni degli analisti: 2026 e oltre
Gli analisti finanziari rimangono generalmente ottimisti sul prosieguo della corsa dell’oro, con diverse istituzioni che hanno alzato le iniziali previsioni per il 2026.
La banca d’investimento Morgan Stanley prevede che il prezzo dell’oro possa raggiungere fino a 4.800 dollari l’oncia entro il quarto trimestre del 2026, grazie a fattori quali la riduzione dei tassi di interesse, l’acquisto di oro da parte di banche centrali e fondi e la natura difensiva del metallo in scenari di rischio economico.
Già nel 2025, grandi nomi della finanza avevano pubblicato scenari ambiziosi: JP Morgan, ad esempio, aveva prospettato una media superiore a 5.000 dollari l’oncia entro la fine del 2026 e Goldman Sachs aveva rivisto verso l’alto la sua stima per fine anno.
I principali fattori chiave che alimentano il rally dell’oro continuano a essere le aspettative di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve e gli acquisti da parte delle banche centrali che continuano ad accumulare riserve auree.
In generale, sebben alcuni analisti abbiano ricordato la possibilità di correzioni di breve periodo, il quadro complessivo resta fortemente orientato al rialzo per il 2026, con molte istituzioni che vedono l’oro come elemento chiave di protezione e diversificazione nei portafogli globali.
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