Nei giorni successivi all’attacco militare congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran il primo marzo, l’oro ha registrato una significativa accelerazione dei prezzi, attirando ulteriormente l'attenzione degli investitori sui beni rifugio in un contesto di crescente incertezza geopolitica e pressioni sull’economia globale. I prezzi dell’oro hanno toccato livelli superiori a 5.390 dollari l’oncia, trainati da un aumento della domanda come asset protettivo in risposta alla crisi in Medio Oriente. 

Oro e mercati: gli scenari globali dopo l’attacco militare all’Iran

La notizia dell’attacco e delle tensioni successive – che includono la chiusura o la parziale sospensione del traffico nel passaggio strategico dello Stretto di Hormuz – hanno innescato una corsa verso gli asset tradizionalmente percepiti come sicuri. In un singolo giorno il metallo giallo ha guadagnato oltre il 2% su base spot, raggiungendo picchi che non si vedevano da settimane. 

La reazione è coerente con quanto osservato anche nei mercati locali di altri paesi: in India, ad esempio, dove l’effetto è amplificato dal deprezzamento della rupia e dalla forte domanda fisica, il prezzo dell’oro ha registrato un’impennata in valuta locale, evidenziando come gli shock geopolitici siano correlati alle dinamiche locali per investitori e consumatori.  

Le previsioni degli istituti di ricerca legate alla domanda di oro riflettono scenari di ulteriore salita: alcuni modelli indicano come livelli chiave i 5.400-6.000 dollari l’oncia nel caso in cui le tensioni rimangano elevate o si espandano, soprattutto se accompagnate da pressioni inflazionistiche e da un possibile rialzo dei prezzi energetici.

Contesto globale e dinamiche di mercato

L’effetto «safe haven» si inserisce in un quadro più ampio, dove i mercati azionari globali hanno registrato forti ribassi, con indici europei in calo e flussi di capitale verso asset difensivi; il petrolio ha subito forti rialzi a causa delle preoccupazioni su forniture e transiti nel Golfo Persico, alimentando ulteriori timori di inflazione che storicamente supportano l’oro; il dollaro statunitense ha mostrato segni di rafforzamento, un fattore che, nell’attuale contesto, non ha smorzato significativamente la spinta verso il metallo prezioso. 

Lungo periodo: una protezione in tempi incerti

Nonostante alcuni episodi recenti di pressione tecnica sul breve termine, la narrativa fondamentale resta favorevole per l’oro. In un momento di alta incertezza geopolitica e rischio economico, gli investitori istituzionali e i gestori patrimoniali stanno riassegnando quote di portafoglio verso strumenti percepiti come più sicuri.

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